sabato 22 giugno 2013

Festival internazionale di letture "La Valle delle Storie"

In occasione del Primo Festival internazionale di letture che si terrà dal 9 all'11 Agosto a Valle Fiorita, l'associazione Biblioteca Errante mi ha scritto qualche settimana fa per invitarmi a realizzare un'illustrazione che verrà esposta insieme a tutte quelle degli autori che hanno deciso di rappresentare un brano della Fiaba in verde intitolata Picchio Verdicchio.

Il festival avrà diversi appuntamenti interessanti tra cui Storie in strada, una giornata durante il quale un tratto della strada principale del paese sarà chiusa al traffico per permettere a illustratori, artisti, bambini e chiunque ne abbia voglia, di dipingere su lunghi teli stesi a terra, accogliendo le suggestioni di narratori e musicisti erranti.

Verranno organizzati laboratori di Illustrafavole a cui potranno partecipare i bambini e naturalmente ci sarà la Mostra degli illustratori che presenteranno opere pensate per bambini e ragazzi

Infine verrà presentato il Progetto “Fiabe di tutti i colori”  che quest'anno propone una fiaba color verde che ha come protagonista un piccolo picchio che accompagna il lettore attraverso divertenti rime e spiega in modo delicato l'importanza di un grande valore come la libertà.

Se sarete da quelle parti troverete anche le mie illustrazioni.

Qui trovate il sito dell'evento.
Picchio Verdicchio, Alfonso Di Mauro, 2013

sabato 9 marzo 2013

Il mio tributo a Sepulveda

Sono passate molte settimane dal mio ultimo post, ma durante tutti questi giorni non ho certo perso tempo, infatti sono riuscito a trovarmi un lavoro (nonostante si dica in giro che non ce ne sia) e ho portato avanti il progetto che porterò alla Fiera del libro di Bologna, con la speranza che gli editori ai quali mi presenterò abbiano la voglia di vedere ciò che ho combinato in questo periodo.

Ma non solo.

Per calarmi in un'atmosfera di attesa adeguata a questo evento per me molto importante, pur sapendo quanto sia difficile la missione, ho letto l'ultimo libro di Sepùlveda, "Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico", lasciandomi rapire dalla delicatezza con cui è riuscito a raccontare una splendida storia di amicizia.

Ora tengo quel piccolo libro dalla copertina gialla sul mio comodino e credo che lo porterò con me a Bologna, quasi come fosse un amuleto che spero mi possa portare fortuna e, proprio perchè mi sono affezionato tanto a questa storia, ho deciso di dedicarle un'illustrazione che spero vi piaccia.


Manca davvero poco alla mia partenza per Bologna, e il tempo che mi è rimasto dovrò utilizzarlo per terminare lo storyboard di un libro ispirato ad una delle storie che ha  scritto mio cugino Giuseppe, un vero narrante errante, come vi ho raccontato in un mio vecchio post.

Al mio ritorno da questa difficoltosa missione posterò un reportage che spero possa essere utile a chi, come me, si reca per la prima volta alla Fiera di Bologna in qualità di illustratore esordiente.

Alla prossima!

Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico, Luis Sepùlveda

sabato 2 febbraio 2013

Un talpone sfortunato

Ci sono momenti nella vita in cui ti sembra che tutto stia adando come dovrebbe andare ed è proprio quello che sta succedendo a me.
Non è mia intenzione usare questo spazio per parlare di disoccupazione giovanile italiana, telegiornali e quotidiani sono molto più bravi di me nel farlo, ma credo di potermi considerare uno dei pochi fortunati ad avere avuto un'opportunità che spero mi porti professionalmente più lontano.
Tuttavia, se è vero che trovare un lavoro ti libera da una situazione di stallo, di contro toglie inevitabilmente tempo alle passioni personali, ma stamattina ho deciso comunque di dedicare qualche minuto al mio blog, raccontandovi della mia ultima illustrazione.

Qualche giorno fa ho scoperto che la casa editrice Salani (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) ha indetto un concorso di illustrazione per celebrare l'anniversario dei 150 anni della sua fondazione dando la possibilità a illustratori esordienti di reinterpretare la copertina di uno dei 10 libri selezionati che, se scelta dalla giuria, sarà esposta alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, dal 25 al 28 marzo 2013.

Niente denaro o premi di altro genere in palio, ma "solo", se così si può dire, l'opportunità di essere presenti ad una delle mostre più importanti del settore editoriale.
Naturalmente le critiche e i commenti non si sono fatti attendere, ma io non mi sono lasciato scoraggiare e ho deciso di partecipare comunque, non solo perchè quest'anno sarò uno dei tanti pellegrini della manifestazione bolognese in qualità di aspirante illustratore", ma soprattutto perchè mi sono innamorato subito di uno dei libri scelti per il concorso, l'ultimo dell'elenco, intitolato "Chi me l'ha fatta in testa?", di Werner Holzwarth e Wolf Erlbruch, di cui trovate una fantastica recensione qui.

Chi me l'ha fatta in testa?, Werner Holzwarth e Wolf Erlbruch, Salani

Non conoscevo quest'opera, nè tantomeno il successo che ha con i più piccoli da molti anni, così mi sono fiondato in libreria per comprarla, scoprendo che si trattava di un libro disponibile in più versioni, tra cui una Pop-Up e una addirittura con il peluche del protagonista, ma mi sono dovuto accontentare della più semplice, quasi tascabile.

La storia è davvero divertente, oltre ad avere un carattere scientifico, e narra del Sig. Talpa il quale, una mattina, subito dopo essere uscito dalla sua tana, si vede cascare sulla testa un salsicciotto di popò. Indignato decide quindi di scoprire chi è il colpevole e comincia la sua indagine personale.
Le illustrazioni di questo piccolo libro sono molto belle e ci si diverte a guardare le espressioni della piccola talpa che cammina tra le pagine portandosi l'antipatico "regalo" sulla testa come un cappello. Non posso evitare di mostrarvi la mia pagina preferita, ossia il momento in cui il maiale mostra le prove della sua innocenza oltre alle sua enormi chiappe.

Chi me l'ha fatta in testa?, Werner Holzwarth e Wolf Erlbruch, Salani
La sera stessa mi sono messo subito al lavoro, realizzando qualche schizzo, ma sapevo già come avrei rappresentato il Sig. Talpa e il pomeriggio del giorno dopo la mia copertina era già pronta e voglio condividerla con voi perchè mi sono divertito molto nel disegnarla. Alla Prossima!




giovedì 17 gennaio 2013

Un Orso Magico

Da quando ho deciso di dedicarmi alle illustrazioni per l'infanzia, il destino ha scelto di darmi la possibilità di partecipare ad eventi come mostre, seminari e corsi che non credevo potessero donarmi così tanta ispirazione, così come non potevo immaginare che avrei incrociato il cammino di molti aspiranti illustratori e scrittori, uno più bravo dell'altro, che inseguono il loro imperituro sogno, difendendosi e lottando ogni giorno contro una nebbia colma di negatività, che ormai da troppo tempo infesta il nostro paese.

Tra questi sognatori e sognatrici c'è Emanuela, conosciuta in occasione del matrimonio di un mio carissimo amico, la quale mi ha concesso l'onore di leggere in anteprima una sua storia, di cui naturalmente non rivelerò nulla.
E proprio ispirato da questo racconto che ho realizzato la mia ultima illustrazione, in cui un orso magico vola verso chissà quale destinazione e che dedico non solo alla mia nuova amica, ma anche a tutti i coloro che inseguono le proprie aspirazioni.
Alfonso Di Mauro, 2013


giovedì 10 gennaio 2013

Il Panda che voleva ballare il samba

Ciao a tutti,
dopo la pausa festiva di fine 2012 ho scelto di postarvi un breve racconto.

Solo pochi mesi fa ho scoperto che il mio caro cugino Giuseppe scrive brevi storie seguendo le tracce proposte dal blog Narrantierranti, un sito molto interessante che è stato definito "laboratorio di micro-narrazione" dal sito Paid to be on facebook.
La particolarità di questa progetto consiste nel pubblicare ogni domenica a mezzanotte due parole sulla pagina di facebbok, l’account Twitter e il blog dedicato invitando chiunque a scrivere un breve racconto rispettando il vincolo del collegamento tra i due termini e il limite dei 400 caratteri.
Per saperne di più vi invito a leggere l'intervista al fondatore di NarrantiErranti.

Mio cugino Giuseppe partecipa spesso a questa gara di scrittura e qualche settimana fa ha pubblicato sulla sua pagina di facebook un racconto che mi è piaciuto molto e che ho deciso di illustrare e proporre come primo post del nuovo anno.
Quindi, augurando a tutti i miei lettori un prospero 2013, di seguito vi presento quella che si può definire una bella favola.

IL PANDA CHE VOLEVA BALLARE IL SAMBA di Giuseppe Bove

C'era una volta un Panda che voleva ballare il samba.
Tutti gli dissero che poteva fargli male, non erano fatti per lui quei balli ma non ascoltò nessuno e incominciò il suo viaggio.
Era stanco di quella danza lenta cinese, buona solo per i visitatori del parco.
Voleva mischiarsi insieme agli altri animali, perdersi in in una moltitudine e non essere l'ultimo della fila.
In Alaska incontrò un orso polare, lo invitò ad unirsi a lui, ma quell'orso era troppo freddo, troppo bianco e troppo sicuro delle sue certezze: <<I Panda non ballano il samba!>>.
Non si arrese e continuò il suo cammino.
In Canada, in un giorno di pioggia, un bisonte si fece avanti. <<Non conosco il samba, sono uno dei pochi rimasti e sono qui a raccontare storie, la tradizione è importante per me>>. <<Vieni con me e conoscerai questo ballo>> rispose il Panda, ma quel bisonte non volle e rimase fermo in quel giorno di pioggia a raccontare storie e vivere di tradizioni.
Nel Messico incontrò un Puma che iniziò a ballare lentamente intorno a lui ripetendo: <<Tu sei l'animale atteso, colui che porterà la verità tra noi animali e darà ogni giorno erba fresca ed acqua pulita a tutti noi!>>. Ma quel Panda sapeva di esser solo un Panda che voleva ballare il samba e scappò via da quel pazzo animale.
In Brasile un anaconda gli saltò addosso da un albero: <<Cosa ci fai qui tanto lontano dalla tua casa?>>. Il Panda, mentre veniva strozzato lentamente, raccontò il suo viaggio al serpente. Quel viscido animale disse: <<Mi sono intenerito, ti lascio andare e ti seguirò fino a Rio per vederti ballare ma se non sarai bravo ti mangierò>>. Il Panda ergendosi per quanto poteva rispose: <<Ho fatto questo lungo viaggio perchè sono libero e liberamente prendo le mie scelte, se tu ora mi vuoi costringere a fare qualcosa allora non sarò più libero e sarò schiavo di te, del tuo giudizio, della paura di sbagliare e della paura della morte, allora è meglio finirla ora, felice di aver vissuto liberamente che obbligato a servirti!>>.
Il serpente meravigliato e confuso dal suo discorso lo lasciò andare verso il suo obiettivo.

Il Panda che voleva ballare il Samba, Alfonso Di Mauro, 2012

sabato 15 dicembre 2012

Il Mio Natale

Ormai manca davvero poco.
Al Natale intendo, o meglio, al momento che moltissime persone preferiscono, ovvero l'attimo in cui si scarta il proprio regalo, anche se spesso si ama nascondere questa curiosità. Chissà perchè poi.
Io devo ammettere che il periodo natalizio è il mio preferito dell'anno, per tantissimi motivi.

Perchè Bergamo, la città in cui ho vissuto per molto tempo, si trasforma grazie a decorazioni luminose che cambiano ogni volta che arriva questo periodo, perchè vengono allestite le bancarelle che vendono dolciumi, decorazioni fatte a mano e prelibatezze calde, come le frittelle, che inondano il lungo passaggio di un profumo che scalda la pancia e fa venire fame anche se si ha fatto da poco merenda, perchè ogni anno c'è un tizio vestito da Babbo Natale che permette ai bambini di fare una fotografia su un piccolo asinello (e questa è una cosa che non ho mai capito, in fondo Babbo Natale è legato alle renne, che c'entra l'asino? Ma crescendo ho compreso la difficoltà di tenere un animale possente come una renna fermo e buono in mezzo ad una piazza colma di gente).

Io e Babbo Natale, Bergamo, 1984
Perchè mia mamma, essendo di origini meridionali, comincia  a pensare al cenone a fine novembre aspettando con ansia il giorno in cui verrà accompagnata da mio padre a comprare tutta quella roba da mangiare, perchè provo una bellissima sensazione entrando in casa dei miei genitori, guardare l'albero di Natale e strofinarmi le mani per il freddo che lascio alle mie spalle.
Perchè l'anno scorso sono diventato padre di una bellissima bimba di nome Agata che ha reso il Natale di quest'anno molto più bello, divertente e, per così dire, movimentato.

E' vero, forse questo mio ostentare buoni sentimenti potrà sembrare noioso a coloro che amano vivere questo periodo in modo controcorrente recitando la parte di un moderato Scrooge che snobba le palline colorate appese nelle vetrine dei negozi, ma questi ultimi non me ne vogliano se oggi mi sono concesso questo pretesto per descrivervi qualche idea da utilizzare per fare una sorpresa gradita il giorno di Natale.
Parto da una delle cose più semplici, il biglietto di auguri.
Dato che la mia passione è l'illusrazione e il fumetto, mi sono sempre rifiutato di acquistare biglietti di auguri preconfezionati, così ho inziato usando me stesso e uno dei personaggi dei miei fumetti come protagonisti per un semplice augurio che avrebbe accompagnato i miei doni nel lontano 1999.

Biglietto di auguri natalizi, io e Miso, 1999


Dopo essermi sposato non potevo certo esimermi da usare Francesca come co-protagonista dei miei auguri, così realizzai questo biglietto...


Bigliatto di auguri natalizi, io e Francesca, 2005

L'anno successivo decisi di fare più biglietti natalizi, pur mantenendo lo stesso tema, e in quell'occasione, mi inventai una visita inaspettata a casa mia...




Serie di biglietti di auguri natalizi, 2007
Nel 2009 ebbi l'idea di personalizzare un gioco in scatola molto famoso, il Memory, disegnando, colorando, ritagliando e confezionando una mia versione che comprendeva volti di familiari, amici, personaggi dei fumetti, del cinema e dei videogames.
Fu molto laborioso crearne varie versioni, ma la soddisfazione che provai quando vidi le facce divertite dei miei amici mi ripagò della fatica.

My Memory Game, Alfonso Di Mauro, 2009
Quando mi accorsi che spesso si dava poca importanza al biglietto di auguri, scrissi una brevissima storia in rima che raccontava di un folletto di Babbo Natale il quale aveva come unico scopo quello di creare i biglietti di auguri, invitando quindi chi li leggeva, a dar loro giusto merito visto che erano il risultato di un lavoro svolto con passione dal piccolo Temperino.


Biglietto di auguri natalizi "Temperino il folletto", Alfonso Di Mauro, 2010
Infine, l'anno scorso, decisi di creare il packaging di una barretta di cioccolato; chiaramente fui ispirato dal film Willy Wonka, quello originale del 1971, e disegnai un'illustrazione che ritraeva tutta la mia piccola famiglia con laspetto di irriverenti marionette, poi acquistai barrette di cioccolato anonime e le incartai con la mia grafica.
Quando le misi nella cesta che avevo trovato e che usai per presentarle fui molto soddisfato del risultato... viste così tutte insieme erano uno spettacolo!
Christmas Choko Pak, Alfonso Di Mauro, 2011
E con questo termino la mia carrellata di idee, anche se mi rendo conto che sono tutte accomunate da una grande pazienza nel disegnare, colorare ritagliare e incollare, ma questo è il mio modo di vivere il Natale, è un piacere che difficilmente riesco a descrivere ma che è molto simile alla felicità che ricordo di aver provato dopo aver trovato sotto l'albero il mio primo trenino, uno dei più bei regali che ricevetti quando ero bambino.


venerdì 7 dicembre 2012

Mostra Living Room by Uncles & Aunts

Questo pomeriggio stavo lavorando ai progetti che presenterò alla fiera di Bologna del 2013, un'attività che mi sta richiedendo tanto impegno e dedizione, visto che sarà la mia prima visita a questo evento che per me rappresenta una specie di battesimo del fuoco.
Devo ammetterlo, forse mi sono deciso un po' tardi a partecipare, ma non vi nascondo che sono sempre stato riluttante, forse per timore di sicuri o probabili rifiuti, per paura di commenti troppo "schietti" da parte degli editori, ma credo che la preparazione ad un'esperienza di questo tipo consista anche nel prendere coscienza di questo.
Mentre riflettevo e disegnavo, ha cominciato a nevicare, così ho abbandonato la mia matita sul foglio e mi sono avvicinato alla porta di casa per godermi una delle cose che preferisco.
Una bella nevicata invernale.
Era arrivato il momento di fare una pausa.
Mi sono preparato un the alla menta e, armato del mio piccolo blocchetto, ho cominciato a scrivere il post di questa settimana, dedicato alla prima mostra organizzata dal collettivo Uncles & Aunts, intitolata Living Room che si è tenuta il 30 Novembre presso Sweet Irene, una piccola e graziosa caffetteria di Bergamo.


Lo spazio dedicato all'esposizione era un po' limitato, non essendo mai stato adibito per ospitare un evento di questo tipo, ma regalava la giusta atmosfera, quasi come una cantina che nasconde preziose bottiglie di liquore dando così valore aggiunto alle opere presentate.
Su un piccolo tavolino, che ricordava un vecchio banco di scuola elementare, erano appoggiati il diario delle visite e i cataloghi.
 

Le illustrazioni esposte erano moto interessanti e caratterizzate ognuna da uno stile molto personale che ho potuto ammirare con calma illuminato dalla fioca luce che arrivava dai faretti posizionati sul muro in pietra viva. Sarà stato l'ambiente piccolo o la calma che si respirava nell'aria, ma essere presente quella sera mi ha fatto sentire un visitatore venuto da lontano, uno straniero che è riuscito a sentirsi a casa.


Forse il merito sta anche nel tema della mostra, Living Room appunto, "il soggiorno, un luogo privato, ma anche uno spazio dedicato a momenti di condivisione", come recitava l'invito mandato dal collettivo, che per me è stata un'ottima occasione per rappresentare in modo surreale un momento vissuto insieme alla mia famiglia, un attimo di curioso stupore inventato, una fiaba di un'unica pagina di cui non si vedono i volti dei protagonisti.
Io ho voluto dare il mio contributo in questo modo, disegnando un gioco fatto con la mia bimba sul divano, osservandola mentre guardava con stupore fuori dalla finestra, quasi come rapita dal vento che muoveva le poche foglie ancora aggrappate ai loro rami.
Spero che i visitatori presenti, e gli stessi mebri del collettivo, abbiano apprezzato ciò che ho realizzato con tanta passione.

Un racconto color autunno
Dopo aver salutato Elenia e gli altri componenti del collettivo ho raggiunto mia moglie Francesca e i miei amici al piccolo tavolo dove mi aspettavano una fantastica torta, un biscotto e un assaggio del Cupcake al the verde che avrei rubato alla mia amica.


E' stata una serata piacevole in cui ho respirato un'atmosfera che mi prendo il lusso di definire quasi parigina, mi è sembrato di godere il venerdì sera di un'altra città, di quelle che nelle fotografie sembrano avere colori piacevolmente sbiaditi, proprio come quelli che ora vanno di moda, ma questo in fondo non è un aspetto negtivo, perchè trasforma in un viaggio verso luoghi lontani anche una semplice serata tra amici, bevendo il proprio caffè americano, sfogliando il catalogo di una mostra, discutendo di cinema e raccontato i disastri che combina la mia piccola Agata, la quale cresce ogni giorno di più insieme, alla sua voglia di scoprire un mondo che le sa regalare ogni giorno qualcosa di nuovo.

venerdì 30 novembre 2012

Illustrare Sorridendo (Sarmede)

Corso di illustrazione condotto da Anna Laura Cantone

Sono passati pochissimi giorni dal mio ritorno a casa ma sono ancora con la testa un po' a Sarmede, seduto a quell'enorme tavolo di legno, intento a preparare la mia illustrazione. Alla fine ho deciso di frequentare anche io uno dei corsi della Scuola di illustrazione di Sarmede e non potevo fare scelta migliore dato che il risultato è stato un forte arricchimento personale, nonchè una fonte di ispirazione che mi sarà utile nei prossimi mesi, in preparazione della mia prima visita alla Fiera del libro di Bologna.

Così sabato mattina mi sono svegliato molto presto, pronto per affrontare un solitario viaggio in macchina e dopo circa tre ore sono arrivato in quello che chiamano il paese della fiaba.
L'edificio che ospita i laboratori di illustrazione è una casetta posizionata sulla parte alta del paese, in cima ad una collina e presenta la facciata principale decorata con delicati angeli che sembrano usciti da un libro illustrato d'altri tempi. Mentre aspettavo i miei futuri compagni di corso ho deciso di gustarmi il panorama lievemente condito da una nebbia che profumava di inverno.

Laboratorio della scuola Internazionale di Illustrazione, Sarmede

L'attesa è durata pochi minuti, infatti i parcheggio si è improvvisamente riempito di macchine e alla fine è arrivata anche Anna Laura Cantone la quale, con grande semplicità, si è presentata e ha raccontato come è riuscita a diventare una delle più apprezzate illustratrici italiane.
Il percorso è stato lungo e costantemente condito dalla tenacia con cui lei ha rincorso editori ed art director che spesso hanno rimbalzato i suoi lavori.
L'illustratrice infatti non ha nascosto le difficoltà che ha dovuto affrontare per realizzare il suo sogno (citando persino un viaggio a New York intrapreso per poter sostenere un colloquio durato soli 5 minuti con la direttrice di un'importante casa editrice americana) e io stesso sono stato rapito da quel racconto, non solo perchè condivido il desiderio di illustrare libri, ma anche e soprattutto perchè le sue parole lasciavano ampio spazio ad un generoso invito: provarci credendo in ciò che si fa perchè disegnare è prima di ogni altra cosa una passione.

Guardando la presentazione che ci ha poi fatto visionare, descrivendoci brevemente le tecniche da lei usate, ho scoperto che uno dei primi libri che ho acquistato, il suo Cappuccetto Rosso, altri non era che un progetto di tesi poi diventato prodotto editoriale per la casa editrice Fabbri Editori.

Cappuccetto Rosso, Fabbri Editori

Verso metà pomeriggio siamo entrati nel vivo del corso: Anna Laura ci ha proposto tre racconti (La volpe e la cigogna, La volpe e il corvo, Il topo di campagna e il topo di città) e ci ha chiesto di illustrarrne una scena. Naturalmente il primo step consisteva nel realizzare alcuni studi di personaggi.
Io ho scelto Il topo di campagna e il topo di città perchè è una fiaba che mi piaceva ascoltare quando ero piccolo e, visto il poco tempo a disposizione, ho disegnato qualche prova di cui l'illustratrice è stata soddisfatta.


Le prime prove per la caratterizzazione dei miei topini

Mentre disegnavo sentivo i polmoni riempirsi di quell'atmosfera che non percepivo dai tempi del liceo, passati disegnando davanti ad un cavalletto, intento nel cercare di cogliere luci e ombre di gessi inanimati, e ho provato un forte piacere guardandomi intorno, circondato da quelle teste concentrate e piegate su fogli, in cerca di un'idea.
Devo ammetterlo, il titolo del corso era davvero azzeccato, perchè senza accorgermene, ho cominciato a sorridere mentre disegnavo e ho percepito una leggera aria di serenità tra i miei compagni i quali, mentre facevano scorrere le matite sui fogli, sembravano finalmente indossare un abito realizzato a pennello per loro.

La versione definitiva dei miei topini

La fine della prima giornata di laboratorio è gunta forse troppo in fretta così, dopo una revisione collettiva dei bozzetti realizzati, ognuno ha raggiunto il proprio luogo di pernottamento.
Prima di riposarmi però, io ho deciso di visitare la nuova sede della Mostra Internazionale di Illustrazione, che si chiama La Casa della Fantasia, inaugurata proprio quest'anno e che consiglio a tutti i coloro che sono appassionati di illustrazione per l'infanzia, dato che finalmente esiste un luogo dove viene dato il giusto valore ad opere uniche e originali e dove ho acquistato il libro Marilena la balena, di cui presto sciverò una recensione.

La fortuna ha voluto che io abbia prenotato nello stesso Bed & Breakfast di Anna Laura, La Casa in Collina e ciò mi ha permesso di scambiare con lei qualche parola in più, e devo ammettere di aver trovato un'artista disponibile e genuina che mi ha generosamente dato consigli raccontandomi ulteriori aneddoti riguardanti il suo percorso professionale.
Forse sembrerà scontato, ma non è così facile trovare professionisti di questo settore che condividono i trucchi del proprio mestiere e dimostrano un sincero invito ad entrare in una cerchia che spesso sembra inaccessibile.
Ma forse sono proprio le difficoltà affrontate per esaudire il proprio sogno che rendono una persona disponibile e aperta al confronto.

La Casa in Collina
La Casa in Collina
Voglio dedicare qualche parola anche alla Casa in collina, un fantastico Bed & Breakfast gestito da due persone molto disponibili e appassionate di letteratura e naturalmente di illustrazione, le quali mi hanno concesso il privilegio di dormire in quella che loro chiamano La pinacoteca, una stanza dalle pareti ricoperte di fantastiche illustrazioni orginali realizzate dai più grandi autori che ho fotografato prima di essere colto dalla stanchezza.


La Casa in Collina
La Casa in Collina
Il mattino dopo ho potuto gustare un'abbondante colazione comprensiva di pane e biscotti fatti in casa e una deliziosa contognata, una dolce novità per il mio palato.
Inoltre una lieta chiaccherata con Anna Laura e gli altri ospiti ha rappresentato per tutti un perfetto preludio all'impegnativa giornata che ci aspettava.

Prima di metterci all'opera (era desiderio di tutti riuscire a fare un buon lavoro prima della fine della giornata) la Cantone ci ha svelato alcuni dei suoi segreti, realizzando un simpatico gatto in acrilico e uno sfondo, lasciando poi a noi il compito di usare quelle informazioni per illustrare la scena della fiaba da noi scelta.
Non mi era mai capitato di assistere alla realizzazione di un'illustrazione con tecniche pittoriche così divertenti e allo stesso tempo accessibili.
Infatti un altro merito che va a quest'illustratrice è quello di promuovere l'utilizzo di materiali poveri, di carta di riciclo, buste da regalo, zucchero, caffè, pastelli morbidi, nastro adesivo di carta, fogli piegati a caso, persino il colore secco che si trova intorno ai tappi dei tubetti di acrilico diventa per lei qualcosa di utile, ad esempio, per fare gli occhi dei pesci. 

Anna Laura Cantone colora il suo gattone peloso
Corso Sarmede Illustrare Sorridendo

Anna Laura rifinisce il suo gattone, Corso Sarmede Illustrare Sorridendo

Anna Laura Cantone che mostra come realizzare un sfondo generico
Corso Sarmede Illustrare Sorridendo
Alla fine tutti i presenti erano meravigliati dalla naturalezza con cui quel peloso e colorato gattone ha fatto capolino tra le pieghe del foglio e non è stato semplice mettersi a disegnare, ma rispetto al giorno prima eravamo tutti più rilassati, sembrava che ci conoscessimo da molto tempo, come se quella passione non fosse solo "qualcosa in comune" ma un ricordo dimenticato, volti che non si incontravano da anni e che si sono ritrovati in occasione di un evento speciale per fare ciò che più ci piaceva.

Il buio è giunto inesorabile, così come il momento dei saluti e del confronto collettivo dei lavori realizzati.
Dopo averci consegnato un disegno con dedica, Anna Laura si è congedata, dandoci a tutti uno speranzoso arrivederci, in vista dell'imminente fiera di Bologna a cui parteciperanno molti dei miei compagni di questo laboratorio.

Dal canto mio, posso ritenermi soddisfatto di un'esperienza che mi ha dato molto più di quello che mi aspettavo, tanto che ho passato quasi l'intero viaggio di ritorno pensando a quello che avrei realizzato nelle prossime settimane, forte di un entusiasmo rinsavito dall'incontro con una bravissima artista.


Una simpatica lumacona che Anna Laura ha dedicato alla mia piccola Agata
Grazie Anna Laura

giovedì 22 novembre 2012

Intervista all'illustratrice Elenia Beretta

Esiste una categoria di giovani illustratori che non si accontenta di tenere viva la propria passione realizzando opere fantastiche su fogli o monitor, visitando una fiera dopo l'altra, affrontando le legnose espressioni degli editori ai quali si presentano scommettendo sul proprio talento o frequentando curiosi corsi di illustrazione in sperduti paeselli di montagna, ma decide di arricchire la propria esperienza (e quella degli altri) portando avanti progetti che poi si trasformano in eventi interessanti e a cui non bisogna assolutamente mancare.
Tra questi giovani pioneri ci sono i componenti del collettivo Uncles & Aunts (Elenia Beretta, Vittoria Drago, Simone Calvi e Laura Fanelli) attualmente all'attivo con un sito e una mostra che si terrà il 30 novembre a Bergamo, presso la pasticceria Sweet Irene.
 

Ed io per l'occasione ho contattato Elenia, la quale ha gentilmente riposto ad alcune mie domande:

Uncle & Aunts è un nome curioso per un collettivo artistico, come mai avete scelto proprio questo?
Uncles e Aunts Collective è un nome divertente che mi è venuto in mente un giorno ragionando su un titolo della rubrica su CTRL Magazine e pensando agli zii e alle zie.
A
volte con i miei amici ci chiamiamo ziotti, che da fuori può sembrare una cosa infantile, ma in realtà non lo è. Solitamente uso questo aggettivo con le persone ale quali tengo di più per sottolineare una situazione particolare, così ho deciso di utilizzarlo per il collettivo perchè vorrei che tra le persone che vi partecipano si crei un bel legame.

Inoltre lo zio è la figura familiare che preferisco e non posso negare che mi piaceva il suono delle parole.

Presto ci sarà una mostra che avete intitolato Living Room. Perché avete scelto questo titolo e perchè quella location così inusuale per un'esposizione di illustrazioni?
Perchè il soggiorno è un luogo privato, ma anche uno spazio dedicato a momenti di condivisione.
Cene, balli, film, segreti, famiglia, amici, abbracci, coccole, scherzi, liti, pianti, mobili, spigoli, angoli, scrivanie, foglie, polvere, riposo, musica, bevute, il soggiorno è il luogo dove tutto ha inizio.
Sin dall’antica Grecia sviluppandosi ed evolvendosi nei secoli il ‘’salotto letterario’’ è stato presente
nelle vite di artisti, letterati, uomi e donne di cultura.
"Livingroom" è uno scorcio di vita.


Ctrl Magazine Illustrazioni per rubriche, Elenia Beretta


Questo tema è stato scelto perché Uncles & Aunts nasce con l'intenzione di creare degli appuntamenti casalinghi, quindi direi che non si poteva scegliere un altro titolo se non Livingroom.
(la parola viene intenzionalmente scritta tutto attaccato).

Il posto che abbiamo scelto, Sweet Irene, è inusuale per una mostra d'illustrazione; ma è in stretta connessione con la scelta del tema, infatti questa pasticceria/caffetteria ha un'ambientazione casalinga; quando vado a pranzo o a far merenda in questo locale mi sento bene, c'è un ambiente caloroso e vorrei che per la prima mostra di Uncles & Aunts tutti possano respirare quest'aria di casa e di benessere.

Parliamo un po' di te. Chi sono i tuoi illustratori preferiti?
Ci sono tantissimi illustratori che mi piacciono, tra quelli che seguo ultimamente ci sono Ana Montiel, Miss Goffetown, Chloe Perarnau (quest'ultime parteciperanno alla mostra e questo mi rende felicissima) Jin Wei, Umberto Mischi e Daniel Frost.
Inoltre mi piace guardare e prendere ispirazione dall'arte del novecento e dalle statue ellennistiche.
A volte guardare indietro è come guardare avanti e ci si rende conto che abbiamo perso qualcosa per strada.

Si dice che la vita dell’illustratore è solitaria, ma spesso questa affermazione viene smentita.
Ti va di descrivere la tua giornata tipo?

Mi sveglio alle 8.00, mi preparo e vado a lavoro (da poco ho cominciato a lavorare in un bar), faccio cappucci e caffé, servo ai tavoli, apparecchio per i pranzi e alle 13,00 finisco e mi fermo a mangiare. Nel frattempo guardo le mail con il cellulare.
Poi vado a casa a piedi, ci metto 2 minuti e dalle 14,00 incomincio a lavorare ai vari progetti, sia personali che a quelli del collettivo.
A volte finisco tardi di notte e a volte un pò prima, quando esco vado a vedere film al cinema, concerti, o vado a ballare e a bere con gli amici.

Non posso definirmi una solitaria, anzi, ma riesco bene a dividere la giornata tra momenti di lavoro da sola e momenti di divertimento con gli amici o con il mio ragazzo.
Condividere dei momenti sia lavorativi che di tempo libero con le persone ci arricchisce, essere solitari non è una cosa naturale per l'uomo secondo me, ma siamo liberi di vivere come vogliamo l'importante è essere felici.
Il giorno che preferisco è sicuramente il venerdì.

Posters and Fanzine, Elenia Beretta


Qual è il momento della giornata che è più produttivo per te?
Il momento più produttivo è la sera perchè il pomeriggio penso e organizzo le idee

Sempre più spesso si sente dire che intraprendere la carriera di illustratore in Italia sta diventando di anno in anno più difficile, tu cosa ne pensi?
Anche tu credi che l'estero sia l'unica via di salvezza per fare questa professione?

Sicuramente all'estero è piu facile soprattutto perché l'illustrazione viene utilizzata in vari campi e non solo in quello dell'editoria, quindi le possibilità lavorative sono di più.
La fortuna di essere illustratore consiste nel poter lavorare da casa anche per l'estero, ma non mi dispiacerebbe viaggiare per intraprendere questa professione.

In ogni caso la nostra generazione dovrebbe cercare di sensibilizzare i nostri coetanei che non fanno parte del mondo dell'illustrazione, cercando di far capire che non è un'attività di nicchia dedicata esclusivamente all'editoria per bambini, ma può spaziare in tantissimi campi, e forse si potrebbero aprire più porte per noi illustratori in Italia.
Questo è uno degli obbiettivi del collettivo e dell'evento ''Livingroom'' organizzato soprattutto per far conoscere illustratori affermati ed emergenti alla Città di Bergamo.

I problemi del nostro paese sono tanti e vari, devo dire che la mia Città mi piace e vorrei restarci e lavorare viaggiando... prima di dire che non si può voglio provarc!

Il tuo stile, così minimalista, è molto particolare e delicato, c'è un illustratore al quale ti sei ispirata?
La ricerca del proprio stile è una cosa difficile, davvero molto difficile ed è un percorso che ho appena iniziato.
Ho lavorato per anni come grafica e all'inizio facevo quasi tutto a computer, stanca di essere sempre davanti ad uno schermo quest'estate ad Urbino sperimentando con gli acquerelli ho prodotto dei lavori nella quale mi identificavo al 100%, così ho continuato su quella linea, e ora sto lavorando molto per capire come migliorare il mio modo di disegnare. All'inizio quando pensavo a come caratterizzare i miei lavori guardavo spesso altri illustratori ma poi ho capito che ti condizionavano troppo, così ho cominciato a guardare lavori di artisti del passato.
Mi rendo conto che ho difficoltà nel fare disegni troppo pieni, qui esce il mio lato grafico; pulisco e sistemo gli elementi all'interno dell'immagine in modo che tutto sia bilanciato. Cerco di essere molto precisa e pulita, ma poche volte sono contenta del risultato.

Qual è il libro o la fiaba che ti piacerebbe illustrare?
Mi piacerebbe davvero tanto illustrare '' I ragazzi della Via Pal'' e una fiaba che non esiste ancora è che si potrebbe chiamare ''L'inglese Blu'' (perchè da piccola pensavo gli inglesi fossero Blu)
Illustrazione per Coffee n Television, Elenia Beretta
Tra gli oggetti che sono riuscito a conservare dai tempi delle elementari c'è un righello verde, fatto di plastica e lungo 30cm che conservo tutt'ora e spesso uso per tracciare le squadrature delle mie tavole.
Anche tu hai uno strumento da disegno a cui sei particolarmente affezionata e che porti sempre con te?

Sono molto affezionata al temperino che mi regalò mio padre 10 anni fa, ancora adesso ce l'ho, è d'acciaio con una manoplina che regola 3 grandezze diverse per la mina, ed ha una piccola fodera di pelle con un bottone.
L'anno scorso invece ne comprai uno d'oro in un negozio di cartoleria a Berlino, e questo è diventato il Mio temperino. Questi 2 oggetti sono i miei preferiti.

Un'ultima domanda, consigliami un libro che ti è rimasto particolarmente impresso per le sue illustrazioni.

Il libro che mi è piaciuto moltissimo e che ho scoperto da poco è ''Piccola Macchia'', lo trovo semplice e geniale !




venerdì 16 novembre 2012

Intervista a Selena • La Luna al Guinzaglio

Qualche giorno fa ho pubblicato la recensione di Barbablù, una fantastica fiaba, ma anche un meraviglioso libro illustrato che ha segnato l'inizio del mio vero avvicinamento al mondo dell'illustrazione editoriale.
Ammetto che sfogliare quelle pagine è stata come un'illuminazione e tutt'ora custodisco il ricordo di quel pomeriggio di agosto passato all'interno di una libreria come un prezioso amuleto, così questa settimana ho deciso di pubblicare l'intervista alla gentile Selena, proprietaria de La Luna al Guinzaglio, il negozio di libri dove ho acquistato Barbablù.


Quando e come iniziata la storia de “La Luna al Guinzaglio”?
La  Libreria La luna al guinzaglio è nata a Marzo del 2012 come conseguenza di una forte passione per la letteratura e l’editoria per l’infanzia maturata durante gli studi a Bologna e l’incontro con Antonio Faeti, del quale ho seguito il corso di storia della letteratura per l’infanzia.
Da lì in poi un costante aggiornamento nei confronti dell’editoria specializzata in libri per bambini e  ragazzi mi ha spinto ad offrire ai giovani lettori della mia città la possibilità di poter scegliere i loro libri in un ambiente interamente dedicato a loro.

Cosa vuol dire per te essere una “libraia”?
Essere una libraia non può essere certamente uguale a sentirsi come un qualsiasi commerciante!
Vuol dire andare molto oltre al semplice lavoro di vendita!
Essere libraia significa essere continuamente aggiornati sul mondo dell’editoria, leggere i libri che consigliamo. Un libraio specializzato per ragazzi è sempre attento al mondo dell’illustrazione e spinge alla promozione della lettura non solo delle parole ma anche delle immagini.
Importante è anche fare parte dell’Associazione Librerie indipendenti perragazzi, che ci permette di scambiare informazioni, condividere e organizzare iniziative (come il  Premio Orbil, nato non con lo scopo di assegnare trofei, ma con l’impegno di promuovere i libri da noi scelti nelle tre sezioni: illustrati; romanzi 6-9; romanzi 10-13).

Come scegli i libri per il tuo negozio?
Privilegio le piccole case editrici specializzate in libri per bambini. Non è semplicissimo muoversi all’interno di una produzione sempre più crescente e non sempre di qualità. Per questo è necessario che i librai che si occupano dell’editoria per l’infanzia siano sempre aggiornati.

Cosa ne pensi del possibile tramonto del libro in formato cartaceo?
Non credo che il libro in forma cartacea tramonterà! L’odore, il tatto, il formato, tutte quelle sensazioni che un libro in formato cartaceo offre non possono essere paragonate a ciò che dà la lettura su un e-book. Certo, penso che i due possano convivere ma senza che il libro sparisca dagli scaffali.

Qual è il tuo libro illustrato preferito?
Ce ne sono diversi, ma ho una particolare predilezione per L’uomo d’acqua e la sua fontana, di Ivo Rosati e Gabriel Pacheco (Zoolibri). Un libro ricco di fantasia e poesia!
E Un leone a Parigi, di Beatrice Alemagna, Donzelli. Un vero capolavoro.

Organizzi delle attività o degli eventi per coinvolgere i lettori?
Gli eventi e le iniziative legate ai libri, agli scrittori, agli illustratori e agli editori, sono l’anima delle librerie specializzate per ragazzi. La città di Termoli non è molto avvezza a tali iniziative e si fa un po’ di fatica a coinvolgere molti lettori. Al di là delle iniziative di letture ad alta voce o laboratori creativi, sono stati organizzati diversi incontri con l’autore. Da i termolesi Salvatore Amedei e Laura Fanelli a autori come Adriana Paolini, Federica Jacobelli, Michele D’Ignazio e per ultimo Bernard Friot che ho avuto la fortuna di ospitare grazie al Premio Orbil. I prossimi appuntamenti saranno legati al periodo natalizio: letture ad alta voce di brani scelti sul tema del Natale.

Qual è l’ultima libreria che hai visitato e cosa ti è piaciuto di più del negozio?
Ultimamente non ho avuto modo di visitare altre librerie. Ma so che stanno nascendo tante piccole realtà che mi piacerebbe visitare. Vorrei fare un giro in Puglia dove ci sono diverse librerie specializzate per ragazzi. Segnalo la neonata Le storie nuove a Conversano di Mariaserena Melillo.