venerdì 16 novembre 2012

Intervista a Selena • La Luna al Guinzaglio

Qualche giorno fa ho pubblicato la recensione di Barbablù, una fantastica fiaba, ma anche un meraviglioso libro illustrato che ha segnato l'inizio del mio vero avvicinamento al mondo dell'illustrazione editoriale.
Ammetto che sfogliare quelle pagine è stata come un'illuminazione e tutt'ora custodisco il ricordo di quel pomeriggio di agosto passato all'interno di una libreria come un prezioso amuleto, così questa settimana ho deciso di pubblicare l'intervista alla gentile Selena, proprietaria de La Luna al Guinzaglio, il negozio di libri dove ho acquistato Barbablù.


Quando e come iniziata la storia de “La Luna al Guinzaglio”?
La  Libreria La luna al guinzaglio è nata a Marzo del 2012 come conseguenza di una forte passione per la letteratura e l’editoria per l’infanzia maturata durante gli studi a Bologna e l’incontro con Antonio Faeti, del quale ho seguito il corso di storia della letteratura per l’infanzia.
Da lì in poi un costante aggiornamento nei confronti dell’editoria specializzata in libri per bambini e  ragazzi mi ha spinto ad offrire ai giovani lettori della mia città la possibilità di poter scegliere i loro libri in un ambiente interamente dedicato a loro.

Cosa vuol dire per te essere una “libraia”?
Essere una libraia non può essere certamente uguale a sentirsi come un qualsiasi commerciante!
Vuol dire andare molto oltre al semplice lavoro di vendita!
Essere libraia significa essere continuamente aggiornati sul mondo dell’editoria, leggere i libri che consigliamo. Un libraio specializzato per ragazzi è sempre attento al mondo dell’illustrazione e spinge alla promozione della lettura non solo delle parole ma anche delle immagini.
Importante è anche fare parte dell’Associazione Librerie indipendenti perragazzi, che ci permette di scambiare informazioni, condividere e organizzare iniziative (come il  Premio Orbil, nato non con lo scopo di assegnare trofei, ma con l’impegno di promuovere i libri da noi scelti nelle tre sezioni: illustrati; romanzi 6-9; romanzi 10-13).

Come scegli i libri per il tuo negozio?
Privilegio le piccole case editrici specializzate in libri per bambini. Non è semplicissimo muoversi all’interno di una produzione sempre più crescente e non sempre di qualità. Per questo è necessario che i librai che si occupano dell’editoria per l’infanzia siano sempre aggiornati.

Cosa ne pensi del possibile tramonto del libro in formato cartaceo?
Non credo che il libro in forma cartacea tramonterà! L’odore, il tatto, il formato, tutte quelle sensazioni che un libro in formato cartaceo offre non possono essere paragonate a ciò che dà la lettura su un e-book. Certo, penso che i due possano convivere ma senza che il libro sparisca dagli scaffali.

Qual è il tuo libro illustrato preferito?
Ce ne sono diversi, ma ho una particolare predilezione per L’uomo d’acqua e la sua fontana, di Ivo Rosati e Gabriel Pacheco (Zoolibri). Un libro ricco di fantasia e poesia!
E Un leone a Parigi, di Beatrice Alemagna, Donzelli. Un vero capolavoro.

Organizzi delle attività o degli eventi per coinvolgere i lettori?
Gli eventi e le iniziative legate ai libri, agli scrittori, agli illustratori e agli editori, sono l’anima delle librerie specializzate per ragazzi. La città di Termoli non è molto avvezza a tali iniziative e si fa un po’ di fatica a coinvolgere molti lettori. Al di là delle iniziative di letture ad alta voce o laboratori creativi, sono stati organizzati diversi incontri con l’autore. Da i termolesi Salvatore Amedei e Laura Fanelli a autori come Adriana Paolini, Federica Jacobelli, Michele D’Ignazio e per ultimo Bernard Friot che ho avuto la fortuna di ospitare grazie al Premio Orbil. I prossimi appuntamenti saranno legati al periodo natalizio: letture ad alta voce di brani scelti sul tema del Natale.

Qual è l’ultima libreria che hai visitato e cosa ti è piaciuto di più del negozio?
Ultimamente non ho avuto modo di visitare altre librerie. Ma so che stanno nascendo tante piccole realtà che mi piacerebbe visitare. Vorrei fare un giro in Puglia dove ci sono diverse librerie specializzate per ragazzi. Segnalo la neonata Le storie nuove a Conversano di Mariaserena Melillo.

mercoledì 7 novembre 2012

Mostra Muro come un Pesce

"I pesci non chiudono mai gli occhi neanche quando sono in padella."
Davide Van Des Froos, Le parole sognate dai pesci, 2003

Questa è la frase che ha attirato la mia attenzione quando Laura Fanelli mi ha parlato del suo progetto e devo dire che mai ero stato tanto entusiasta di partecipare ad un evento come in quest'occasione.

Questa settimana infatti voglio parlarvi della mostra itinerante Muro come un Pesce, organizzata dalle giovanissime illustratrici Laura Fanelli e Alice Lotti.

Locandina mostra Muro come un pesce, Laura Fanelli, Alice Lotti, 2012

L'evento è partito il 7 agosto toccando come prima tappa Termoli, paese natale di Laura, includendo le opere di più di quaranta illustratori italiani.
Tema dell'esposizione sono i pesci, o meglio, la figura dell'illustratore nella nostra epoca, spesso costretto a sentirsi un pesce fuor d'acqua, appunto.
Ma sarebbe riduttivo utilizzare questa allegoria, infatti la mostra pone tra i suoi obiettivi quello di invitare le persone ad una semplice riflessione sulla condizione di buona parte degli autori italiani i quali, per poter coltivare la propria passione e tentare di trasformarla in una professione vera e propria, sono costretti a "boccheggiare", a respirare con fatica, come un piccolo pesce in assenza del suo elemento naturale.

Non posso negare di essermi innamorato dell'immagine di un'illustratore con branchie, pinne, colori, sogni e desideri che non può vivere senza la sua passione, senza la sua "acqua" e non ho fatto fatica a immaginare tanti pesci come me, tutti diversi tra loro.

Chissà quanti di loro si sono sentiti porre la domanda:
Che lavoro fai?
e alla risposta: Sono un'illustratore...
hanno dovuto ascoltare un'affermazione come:
Sì, ma cosa fai di lavoro?

Come se questo mestiere non possa essere considerato tale, nemmeno dagli editori stessi, che non sprecano occasioni per demotivare giovani talenti.
E più volte mi sono posto il dubbio su quello che faccio, come se esso servisse più a me che agli altri, ma la risposta è nello sguardo meravigliato e sognante di chi guarda ciò che creo.
Naturalmente ben venga qualche soldino che ripaga l'abnegazione con cui si coltiva la propria creatività.

Da questo e altri ragionamenti è nato il mio Pesce Felicemente Fuor d'acqua, con cui ho deciso di dare un piccolo contributo all'evento.

Alfonso Di Mauro, Pesce Felicemente Fuor d'Acqua

Esso rappresenta il mio stato d'animo, la mia forma di umile soddisfazione quando qualcuno dimostra approvazione guardando ciò che disegno, come se tale appagamento trasformasse il limite di un pesce, la sua impossibilità di saltare oltre le onde, in un paio d'ali con cui spiccare il volo: un'indifferente risposta nei confronti del diffuso pensiero che questo "è tutto tempo perso".

Naturalmente la mostra Muro come un pesce è stato un vero successo, ispirando tutti i fortunati che hanno avuto la possibilità di ammirare le illustrazioni proiettate sull'Ampio Muraglione della fortezza sveva di Termoli.
Ma non solo, molti blogger si sono incuriositi, come Frizzi Frizzi e Zazienews, riportando sulle loro pagine web interviste e curiosità relative all'evento e il Quotidiano del Molise inoltre ha pubblicato un'intervista a Laura Fanelli che ha parlato con orgoglio più che motivato dell'evento che ha organizzato.

Muro come un pesce per ora ha toccato Termoli, Reggio Emilia e Bruxelles, ma le due giovani autrici sperano di poter continuare il loro viaggio con l'intento di lasciare un messaggio chiaro e inequivocabile, un'invito a valorizzare la creatività, specchio della cultura di ogni epoca, esaltando la dedizione di molti artisti.

Per scoprire di più dell'iniziativa vi invito a visitare il sito, in cui troverete foto, articoli, e molto altro ancora.

Laura e Alice però non si sono accontentate di organizzare l'esposizione, ma hanno realizzato anche un prezioso catalogo contenente TUTTE le illustrazioni esposte.
Io ho avuto la fortuna di riceverne una copia che mi è arrivata puntuale dopo la prima tappa di Termoli e con grande sorpresa ho scoperto che al suo interno vi era una cartolina di ringraziamanto e una stampa dell'interpretazione di Cristina Cappelletti.
E' possibile richiedere una delle ultime copie di questo catalogo scrivendo a laura.fane@gmail.com o lottialice@gmail.com ed io non posso esimermi dall'esortarvi a ordinarlo perchè ne vale davvero la pena.
E' proprio un piccolo tesoro cartaceo di cui vado molto fiero.




Attualmente il progetto Muro come un pesce è in pausa, in attesa di decidere la prossima città che ospiterà la mostra, ma Laura Fanelli non rimane certo ferma, infatti è entrata a far parte del collettivo Uncles & Aunts che presto organizzerà una mostra a Bergamo, però di questo parlerò più avanti.

mercoledì 31 ottobre 2012

La zucca di Halloween

La vera storia di Jack O'Lantern

Stamattina mi sono alzato molto presto e, prima di iniziare la mia solita giornata lavorativa, ho deciso di terminare un'illustrazione di Mister Bufo che aveva come tema proprio la festa di Halloween.

Mister Bufo e la notte di Halloween, alfonso Di Mauro, 2012
Dopo aver pubblicato sul mio profilo di Facebook la nuova cover mi sono reso conto di non conoscere per niente la storia della zucca di questa ricorrenza e, dopo aver pranzato un po' di fretta, mi sono messo a fare una velocissima ricerca per saperne di più su questo simbolo.

Per chi non la conoscesse, l'usanza di accendere una candela all'interno di una zucca vuota si rifà alla nota leggenda di Jack, bisbetico e avaro irlandese che aveva il vizio di alzare il gomito e la passione per il gioco d'azzardo, nel villaggio dove viveva lo avevano infatti soprannonimato Ne'er-do-well, cioè non ne combino una giusta.Jack non aveva un lavoro e campava arrangiandosi con qualche lavoretto qua e là; a volte commetteva piccoli furti e barava al gioco delle carte per vincere più denaro e permettersi così di scolarsi un'altra bottiglia di vino nella sua locanda preferita.

La sera di Ognissanti Jack riuscì a vincere moltissimo giocando contro uno straniero che era arrivato da poco al villaggio e che non conosceva i trucchi dell'astuto baro. Grazie alla cospiqua vincita il furbo bandito si scolò tanto vino quanto non ne aveva mai bevuto, ma non fu abbastanza per saziare la sua sete, così cominciò a imprecare con violenza per tutta la locanda.
Fu proprio in quel momento che, voltandosi verso lo straniero che aveva ingannato, si accorse che quest'ultimo altri non era che il demonio in person
a.

Ma Jack non si lasciò spaventare e, con grande stupore del diavolo, gli chiese di poter fare un'ultima bevuta. Purtroppo però egli non aveva più denaro per potersi permettere un'altro bicchiere così chiese a Satana di trasformarsi in una moneta e quest'ultimo accettò con inaspettata e umana ingenuità, così orgoglioso dei suoi poteri com'era.
Jack sorrise, e con un placido gesto, infilò la nuova moneta luccicante nel suo borsellino.
A niente servirono le urla di rabbia del demonio che non si era accorto della croce ricamata sul portamonete, simbolo che avrebbe per sempre annullato la sua magia. Almeno fino a quando sarebbe rimasto lì dentro.
Ma Jack sapeva che non avrebbe potuto sfuggire in eterno al suo dannato destino così fece promettere al diavolo di lasciarlo libero ancora un anno se lo avesse liberato.
Il diavolo, divorato dal desiderio di uscire da quella minuscola prigione, ottenne la libertà impegnandosi nella promessa e scomparve immediatamente, senza proferire parola.

Ora, qualsiasi essere umano si sarebbe ravveduto cambiando le proprie abitudini, ma questo non fu il caso di Jack, il quale continuò a mantenere il suo squallido stile di vita, e infatti, a distanza di un anno esatto, proprio quando il sole stava lanciando il suo ultimo raggio di luce, si vide sbarrare la strada dalla fiera e sorridente figura del demonio.
Ancora una volta Jack non si mostrò sorpreso di quell'apparizione e, dopo aver elogiato il diavolo per l'incantesimo della moneta con fallace incanto, lo sfidò nuovamente invitandolo a salire su un albero poco distante, inducendolo a dimostragli di poter scendere senza problemi dalla pianta.

Satana accettò imprudente la sfida, ma quando fu sulla fronda più alta, Jack incise lesto una croce sulla corteccia, imprigionandolo nuovamente.
Il demonio cominciò ad insultarlo, ma il manigoldo non si lasciò impaurire e gli fece promettere di non pretendere più la sua anima in cambio della libertà.
Satana accettò il ricatto, Jack strappò il piccolo lembo di corteccia su cui era inciso il simbolo e subito dopo vide sparire in una nuvola di fumo il demonio.

A questo punto il vecchio furfante avrebbe dovuto imparare la lezione, ma era troppo pieno di sè così continuò a bere, giocare d'azzardo e oziare durante tutto l'anno successivo fino a quando giunse ancora una volta la notte di Ognissanti e con essa, anche l'ultima ora di Jack, il quale morì mentre stava bevendo un bicchiere di vino.
Inutile dire che quando il defunto si accorse della sua nuova condizione corse veloce verso il luccicante cancello del Paradiso, ma gli fu negato un posto a causa della vita immorale che aveva condotto, così fu costretto a scendere sempre più in basso, verso il temuto inferno.
Con suo grande stupore Jack fu rifiutato anche dal Diavolo in quale,  ancora adirato con l'infreddolito manigoldo, gli ricordò della promessa di non voler mai più recriminare la sua anima, e quindi un posto negli inferi.
Infine il demonio lo salutò per sempre concedendogli un carbone della sua fucina per scaldarsi.

Jack rimase da solo e infreddolito, ma per potersi scaldare doveva far durare il più a lungo possibile quel carbone acceso così, rovistando tra i rifiuti della locanda dove si era ubriacato per la maggior parte della sua vita, trovò una rapa cava, vi infilò al suo interno il tizzone e cominciò a vagare illuminando la strada con la sua nuova lanterna.
Da quella notte, alla vigilia di ognissanti, Jack torna sulla terra guidando lunghe file di anime perdute come lui, o almeno, così racconta questa antica leggenda irlandese.

A questo punto sorge spontanea la domanda: cosa c'entrano le zucche con la festa di Halloween?

La risposta è molto semplice: quando gli irlandesi giunsero in America a causa della grande carestia di patate in irlanda, non c'erano le rape così dovettero usare le zucche per tenere lontani gli spiriti erranti guidati da Jack durante la notte di Ognissanti e, contemporaneamente, mostrare la strada agli antenati irlandesi che desideravano fare visita ai loro pronipoti.
In poco tempo, il colore arancione, la forma e le dimensioni delle zucche, fecero dimenticare alle generazioni future le rape, che vennero definitivamente sostituite.

Per concludere, la festa Halloween sarebbe la notte durante il quale lo spirito di Jack va in cerca di un caldo rifugio e si accende una zucca luminosa per indicargli che la nostra casa non è il suo posto.

Forse questa potrebbe essere considerata una triste conclusione, ma cosa mai poteva aspettarsi quel furfante di Jack?

giovedì 25 ottobre 2012

Incontro con Bernard Friot il 9 Novembre


In attesa di poter publicare una breve intervista a Selena, la titolare della libreria La Luna al guinzaglio, in cui ho acquistato Barbablù, voglio comunicarvi che il 9 novembre Bernard Friot, vincitore del premio Orbil sezione romanzi 6-9 anni, premio letteratura per ragazzi assegnato dall’Associazione librerie indipendenti per ragazzi, farà tappa proprio presso il negozio di Selena a Termoli, in Via Guglielmo Marconi, 8.



L'Associazione librerie indipendenti per ragazzi ha infatti organizzato il FrioTour che porterà il noto autore in diverse librerie italiane, dando così possibilità ai suoi lettori di incontrarlo e fargli qualche domanda.
Tra le tappe ci saranno Cagliari, Termoli, Vicenza, Firenze, Bologna, e Padova.
Se volete saperne di più vi invito a visitare il sito dell'Associazione.

martedì 23 ottobre 2012

Barbablù

Nel 2010 andai a trovare una mia carissima amica di Termoli la quale, conoscendo bene la mia passione per il disegno e l'illustrazione, mi fece visitare la libreria del suo paese.
L'insegna riportava La luna al guinzaglio, ed io mi lasciai subito attirare dall'atmosfera che riuscivo a intravvedere dalla vetrina, così entrai.
A quei tempi mi stavo avvicinando al mondo dei libri illustrati in punta di piedi, avendo letto per anni i fumetti giapponesi, ma ritrovarmi circondato da tutte quelle copertine e coste colorate, così diverse tra loro, fu per me piacevolmente scioccante.
Fu proprio in quell'occasione che decisi di acquistare Barbablù.

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Barbablù, Nicola Cinquetti, Alessandra Cimatoribus, Edizioni ARKA, 2009
Conoscevo le origini della fiaba, ma non sapevo nulla di Nicola Cinquetti, autore della reinterpretazione testuale, nè tantomeno avevo mai visto le fantastiche illustrazioni di Alessandra Cimatoribus, perciò mi feci attirare dalla copertina, così grande e così espressiva, peccando forse di ignoranza.
Mentre tenevo tra le mani quel libro, ebbi le sensazione di diventare più piccolo, di sentirmi come quando ascoltavo le fiabe de I Racconta Storie e, senza nemmeno accorgermene, cominciai a leggerlo, estrenandomi da tutto il resto.


Barbablù, Nicola Cinquetti, Alessandra Cimatoribus, Edizioni ARKA, 2009
Non ricordo quanti minuti passarono, ma le sensazioni che provai mentre leggevo sono ancora ben impresse dentro di me. Per chi non la conoscesse, la fiaba di Barbablù rispecchia perfettamente il lato oscuro dei fratelli Grimm, meglio celato in altri racconti. Questo libro, con le sue llustrazioni così grandi, riesce a trasmettere la paura della protagonista senza risparmiarsi, forse anche grazie all'ingannevole contrasto tra la poesia delle immagini e il ritmo della storia che, come la giovane principessa, passa dall' atmosfera festosa della prima parte, a quella buia del culmine della vicenda.


Barbablù, Nicola Cinquetti, Alessandra Cimatoribus, Edizioni ARKA, 2009
Quando aprii la doppia pagina che vedete nella fotografia qui sotto deglutii, stupidamente, proprio come accade nei film, lasciandomi sorprendere quanto la protagonista anche se sapevo cosa sarebbe successo fin da quando avevo aperto il libro qualche minuto prima.
L'autrice delle illustrazioni di questo volume è riuscita a creare infatti uno scenario insidioso e attraente allo stesso tempo, ed è questa la cosa che mi è piaciuta di più, perchè se ci si lascia andare, Barbablù inganna anche chi legge.


Barbablù, Nicola Cinquetti, Alessandra Cimatoribus, Edizioni ARKA, 2009
Una volta giunto alla fine del racconto mi resi conto di aver dimenticato per una manciata di minuti di essere lontano da casa, che ero venuto a trovare la mia amica, di trovarmi in una libreria e di avere qualche anno in più rispetto a quando ero ragazzino. Tirai un bel sospiro, annusando il gradevole profumo del legno pulito degli scaffali, e andai alla cassa per acquistare il libro, senza pensarci.
Fu proprio così che cominciò la mia avventura verso il desiderio di disegnare libri illustrati: inseguendo con gli occhi un gruppo di principesse sorridenti come quelle raffigurate sulla quarta di copertina di Barbablù.


Barbablù, Nicola Cinquetti, Alessandra Cimatoribus, Edizioni ARKA, 2009

lunedì 15 ottobre 2012

Il mio buffet per il concorso Tapirulan 2013

Ciao a tutti...
avevo deciso che stasera lo avrei fatto, così alla fine anche io mi sono unito alla comunità dei blogger aprendone uno tutto mio.
Non voglio però iniziare questa mia avventura parlandovi di me, ma raccontandovi l'ultima delle mie illustrazioni.
Qualche settimana fa sul sito le Figure dei libri, un bellissimo blog scritto da Anna Castagnoli, vengo a sapere di un concorso di illustrazione indetto dal gruppo Tapirulan con scadenza 12 ottobre, così il giorno dopo mi metto subito al lavoro cercando di farmi venire un'idea, anche perchè c'era un tema ben preciso: il buffet.
Passo una giornata intera a riflettere su cosa disegnare, ma non mi viene in mente nulla e, in questi casi, decido sempre di uscire e fare una passeggiata o una corsa. Il caso ha voluto che io passassi accanto ad una casa che esponeva un vecchio cartello di legno che riportava queste parole: "Il tempo se lo gode chi ce l'ha" scritte con pennellate di vernice bianca.
Mentre mi dirigevo verso casa quello che volevo disegnare cominciava a diventare sempre più chiaro nella mia testa e il risultato finale è stata un'illustrazione che ho intitolato Tempus Fugit Buffet.
Il regolemanto richiedeva una breve descrizione del mio buffet ma io ho preferito scrivere qualcosa di diverso:

Il Signor Tempo organizzò un sontuoso buffet
niente caviale, pizzette o purè
ma solo ore, minuti e qualche giorno
e per chi gradisse, un anno come contorno

"Questa del futuro è la ricchezza!"
in fondo, del domani non v'è certezza
accorrete, la tavola è imbandita!"
Strillava il Sig. Tempo:"Svelti, abbuffatevi di vita!"

Così non si fecero aspettare
Anziani, nonni e veterani
e qualcuno attraversò perfino il mare

Per un piatto di decade si tentò un'acrobazia
ma illusoria fu quell'occasione
e difatti, il vento d'autunno, tutto il tempo soffiò via

Non so quante speranze io abbia di vincere, ma sicuramente mi sono divertito nel realizzare quest'illustrazione.